IL CANILE
Nel settembre del 2003 il Comune di Lipari costruì in tutta fretta e in grande risparmio, nonostante la programmazione dei mesi precedenti con preventivi per la costruzione di 15 box ospitanti ciascuno due coppie di cani e quindi un totale di 60 posti, un rifugio “temporaneo” dove ospitare nell'emergenza del momento i cani che erano stati trovati fra i rottami nei terreni del Sig. Cannizzaro durante l’operazione denominata per l’appunto :“CANNIZARO PULITO”.
Nell'attesa della definizione del rifugio, da adeguare a norma di legge o della costruzione di uno ex novo in un luogo piu’ idoneo, i volontari dell'Associazione Eolo a 4 zampe si occupavano, fra le difficoltà derivanti dalle condizioni della struttura, di provvedere a tutte le esigenze dei cani.
Nonostante le proteste e le iniziative dell'Associazione, che ormai stentava nella gestione e nel mantenimento a proprie spese del canile, la situazione rimase identica per 4 anni.
Nel 2005 la Regione Sicilia stanziò 25000 € destinate al risanamento del canile di Lipari, ma tale somma venne utilizzata dal comune di Lipari per "altri scopi" tutt'ora oscuri a noi tutti.
Sino ad oggi la situazione non è cambiata in quanto il Comune di Lipari non manifesta l’intenzione di collaborare con l’ Associazione “ Eolo a 4 zampe”.
Nel settembre del 2003 il Comune di Lipari costruì in tutta fretta e in grande risparmio, nonostante la programmazione dei mesi precedenti con preventivi per la costruzione di 15 box ospitanti ciascuno due coppie di cani e quindi un totale di 60 posti, un rifugio “temporaneo” dove ospitare nell'emergenza del momento i cani che erano stati trovati fra i rottami nei terreni del Sig. Cannizzaro durante l’operazione denominata per l’appunto :“CANNIZARO PULITO”.
Nell'attesa della definizione del rifugio, da adeguare a norma di legge o della costruzione di uno ex novo in un luogo piu’ idoneo, i volontari dell'Associazione Eolo a 4 zampe si occupavano, fra le difficoltà derivanti dalle condizioni della struttura, di provvedere a tutte le esigenze dei cani.
Nonostante le proteste e le iniziative dell'Associazione, che ormai stentava nella gestione e nel mantenimento a proprie spese del canile, la situazione rimase identica per 4 anni.
Nel 2005 la Regione Sicilia stanziò 25000 € destinate al risanamento del canile di Lipari, ma tale somma venne utilizzata dal comune di Lipari per "altri scopi" tutt'ora oscuri a noi tutti.
Sino ad oggi la situazione non è cambiata in quanto il Comune di Lipari non manifesta l’intenzione di collaborare con l’ Associazione “ Eolo a 4 zampe”.
LA STORIA DEL CANILE - i cani di Cannizzaro
A Lipari vive un meccanico di ormai circa 80 anni, il Sig. Cannizzaro, che possiede diversi terreni in stato di abbandono sui quali raccoglie di tutto, dai rottami di mezzi in disuso (carcasse di auto, camion, barche ecc.) a vecchie batterie d’auto, motorini ecc. sotto e in mezzo a tali rottami costringe alla vita in condizioni pietose numerosi cani, la cui continua provenienza non è ben chiara e che comunque continua a far procreare alimentandone il numero. I cani, legati a circa 1m di catena, e costretti a fare i bisogni in quello stesso spazio, vivono in condizioni igienico-sanitarie impossibili, sono affetti da malattie che contraggono vivendo in tali condizioni, e spesso muoiono sul posto in quanto il Sig. Cannizzaro si dimentica di accudirli.
A Lipari vive un meccanico di ormai circa 80 anni, il Sig. Cannizzaro, che possiede diversi terreni in stato di abbandono sui quali raccoglie di tutto, dai rottami di mezzi in disuso (carcasse di auto, camion, barche ecc.) a vecchie batterie d’auto, motorini ecc. sotto e in mezzo a tali rottami costringe alla vita in condizioni pietose numerosi cani, la cui continua provenienza non è ben chiara e che comunque continua a far procreare alimentandone il numero. I cani, legati a circa 1m di catena, e costretti a fare i bisogni in quello stesso spazio, vivono in condizioni igienico-sanitarie impossibili, sono affetti da malattie che contraggono vivendo in tali condizioni, e spesso muoiono sul posto in quanto il Sig. Cannizzaro si dimentica di accudirli.
Questa situazione dura da parecchi anni in larga parte all'insaputa dei liparoti che anzi convinti che il Sig. Cannizzaro "amasse" gli animali gli affidavano i propri cani liberandosene quando il cane "non lo si vuole piu’".
Nel 2002 giunse una lettera anonima all'Associazione Eolo a 4 zampe che si interessò della vicenda. Quando la situazione venne resa pubblica, facendo un esposto alla Procura della Repubblica, e dopo quasi un anno di lotte e sostegni da tutta Italia, il sindaco il primo settembre 2003, fascia tricolore indossata, forze dell’ordine raccolte al cospetto, ordinò che tali terreni venissero sgomberati dai rottami e dai cani.
Quest’ ultimi presi ed accuditi dai volontari dell’associazione, furono sottoposti a visita sanitaria e trattati per le cure del caso. Dato che sull’isola mancava un canile dove custodirli il comune diede ad una ditta di Lipari il compito di montare nel terreno dato in comodato d’uso da un privato al comune stesso a Vallone Bianco, il primo box ove accogliere inizialmente i cani rinvenuti dall’opeazione “Cannizaro pulito” e cioe’ 12 cani di cui una gravida.
Purtroppo negli anni il Sig. Cannizzaro non ha mai smesso di detenere cani e rottami visibili agli occhi di tutti mentre l'Associazione stenta nel mantenimento dei cani del rifugio, e l'amministrazione non mantiene i propri impegni.
Oggi il rifugio di Vallone Bianco ospita 21 cani, numero che si è stabilizzato considerando la punta max di 33 cani, dovuta soprattutto ai vari abbandoni di cucciolate e cani adulti nel corso degli anni, numero che i volontari hanno cercato di ridurre dandoli in adozione per garantire loro una vita migliore.
Nel 2002 giunse una lettera anonima all'Associazione Eolo a 4 zampe che si interessò della vicenda. Quando la situazione venne resa pubblica, facendo un esposto alla Procura della Repubblica, e dopo quasi un anno di lotte e sostegni da tutta Italia, il sindaco il primo settembre 2003, fascia tricolore indossata, forze dell’ordine raccolte al cospetto, ordinò che tali terreni venissero sgomberati dai rottami e dai cani.
Quest’ ultimi presi ed accuditi dai volontari dell’associazione, furono sottoposti a visita sanitaria e trattati per le cure del caso. Dato che sull’isola mancava un canile dove custodirli il comune diede ad una ditta di Lipari il compito di montare nel terreno dato in comodato d’uso da un privato al comune stesso a Vallone Bianco, il primo box ove accogliere inizialmente i cani rinvenuti dall’opeazione “Cannizaro pulito” e cioe’ 12 cani di cui una gravida.
Purtroppo negli anni il Sig. Cannizzaro non ha mai smesso di detenere cani e rottami visibili agli occhi di tutti mentre l'Associazione stenta nel mantenimento dei cani del rifugio, e l'amministrazione non mantiene i propri impegni.
Oggi il rifugio di Vallone Bianco ospita 21 cani, numero che si è stabilizzato considerando la punta max di 33 cani, dovuta soprattutto ai vari abbandoni di cucciolate e cani adulti nel corso degli anni, numero che i volontari hanno cercato di ridurre dandoli in adozione per garantire loro una vita migliore.



















